Storie›La ghostwriter
Romance · Drama · circa 12 capitoli

La ghostwriter

„Lui è la star, tu la sua voce – e all'improvviso canta solo di te.“

Il tuo ruolo: Interpreti una donna: Romy, 31. Sei Romy, 31 anni, una talentuosa autrice di canzoni che lavora nell'ombra. Quando ricevi l'incarico di scrivere un album per il celebre rockstar Nick Rivers, che dovrebbe segnare il suo ritorno, non esiti a lungo. Nelle notti nel suo studio di registrazione isolato in campagna nascono non solo canzoni, ma anche una pericolosa vicinanza. Tra sessioni confidenziali e sguardi inespressi, il confine tra arte e desiderio diventa sempre più labile. Ma la fama è una gabbia, e la vostra storia d'amore deve rimanere segreta.

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La ghostwriter
Cosa ti aspetta

Tre cose che segnano questa storia

  • Ghostwriting sotto segreto
  • Rockstar in crisi
  • L'arte come avvicinamento

Genere: Dramma e Tragedia

Ecco come comincia

Estratto: La ghostwriter

Capitolo 1 di «La ghostwriter», come lo apre una lettrice per la prima volta. Poi tocca a lei.

La ghostwriterCapitolo 1

Il contratto ha undici pagine, e nove parlano di silenzio. Chi scrive il testo, nessuno lo dice. Chi trova la melodia, nessuno lo dice. Firma perché lo faccio da anni, e perché i soldi bastano per non pensare all'affitto per un anno.

La casa di campagna è a un'ora da tutto. Lo studio è in cantina, con tappeti alle pareti e una chitarra che sembra aver vissuto più di me. Nick Rivers è seduto per terra, non sulla sedia, e alza lo sguardo quando entro.

«Sei Romy.» – «Sono quella che non esiste.» Lui ride, rauco, una risata che si conosce dai dischi e che dal vivo suona molto più stanca. «Allora siamo già in due.»

L'etichetta vuole un comeback. Lui, credo, vuole solo dormire. Sul tavolo ci sono fogli con versi iniziati, tutti cancellati. Ne leggo uno che non è cancellato. È buono. È troppo buono per darlo a un pubblico.

«Quello no», dice quando vede cosa leggo. «Quello non è per l'album.» – «Per chi allora?» Mi prende il foglio di mano, lo piega, se lo mette in tasca. «Non lo so ancora.»

Lavoriamo fino alle tre. Lui canta piano, io scrivo, litighiamo per una parola nella seconda strofa, e a un certo punto non è più seduto per terra, ma accanto a me sul divano, la chitarra tra di noi come un argomento.

«Canta tu», dice all'improvviso. «Solo la riga. Voglio sentire come suona quando qualcuno la pensa davvero.» Non canto mai davanti agli altri. Non è in nessun contratto, ma è la regola con cui vivo. Lui aspetta. La chitarra vibra ancora.

La riga è davanti a te. Canti?
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